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Linfedema

Linfedema

Il linfedema può manifestarsi come gonfiore di uno o più arti e può interessare il quadrante corrispondente del tronco. Il gonfiore può interessare anche altre aree, come ad es. la testa, il collo, il torace o i genitali. Il linfedema è il risultato di un accumulo di fluido e altri elementi (ad es. proteine) nei tessuti molli dovuto a uno squilibrio tra produzione e trasporto del fluido interstiziale. Ha origine da una malformazione congenita del sistema linfatico o da un danno ai vasi linfatici e/o ai linfonodi. Il linfedema è una condizione cronica che attualmente non è curabile, ma può essere alleviata da una gestione adeguata; se non trattato può progredire e diventare difficile da gestire.
 

Quanti pazienti ne sono affetti?

Alla nascita, una persona su 6000 svilupperà un linfedema primario; la prevalenza generale del linfedema/edema cronico è, secondo le stime, pari a 0,13 - 2%. Nei paesi sviluppati è ampiamente diffusa l'ipotesi che la causa principale del linfedema sia il trattamento del cancro.

A quanto risulta, tuttavia, un quarto/una metà dei pazienti affetti soffre di altre forme di linfedema, ad es. linfedema primario e linfedema associato a funzione venosa insufficiente, trauma, dipendenza dall'arto e cardiopatia.

Quali sono i fattori di rischio?

Il vero profilo del fattore di rischio del linfedema non è noto. Possono esserci molti fattori che predispongono un individuo allo sviluppo di un linfedema e che ne predicono progressione, gravità e esito della condizione.

Classificazione del linfedema

I linfedemi sono classificati in primari o secondari.

  • Si ritiene che i linfedemi primari siano il risultato di un'anomalia congenita del sistema di trasporto linfatico.
  • Il linfedema secondario o acquisito deriva da un danno ai vasi linfatici e/o linfonodi o da insufficienza funzionale. Infezioni da punture di insetti, ferite gravi o ustioni possono causare linfedema quando danneggiamo o distruggono i vasi linfatici. L'insorgenza della malattia può essere determinata anche da un qualsiasi tipo di intervento chirurgico, da una lesione grave o radioterapia antitumorale. Il linfedema può essere anche il risultato di un'insufficienza ad alta portata della circolazione linfatica.

Trattamento del linfedema

Lo sviluppo di un linfedema percorre diverse fasi. Le calze/i bracciali di compressione possono essere utilizzati a scopo di profilassi o come parte di una gestione iniziale nei pazienti che presentano un linfedema agli arti superiori di lieve entità. Questi dispositivi di compressione, tuttavia, sono usati principalmente nella gestione del linfedema a lungo termine, che di solito è successivo ad un periodo di intensa terapia. In generale, la classe di compressione usata per trattare il linfedema degli arti superiori è più bassa di quella richiesta per il linfedema degli arti inferiori.1)

Alcuni pazienti e in particolare le pazienti che sono in terapia dopo un intervento di tumore al seno possono utilizzare un bracciale a bassa compressione (15-20 mmHg) per ridurre al minimo il rischio di sviluppare un linfedema. Il bracciale deve essere indossato quando si viaggia in aereo, si pratica attività fisica o si fa un uso eccessivo del braccio interessato. Per i pazienti che hanno un edema lieve o estremità ben decongestionate, un bracciale con una pressione di 20-30 mmHg può essere la giusta scelta. Per un paziente che ha un edema di entità importante, ci sono molti metodi per riuscire a decongestionare l'arto, tra cui il drenaggio linfatico manuale e/o un bendaggio compressivo.. A sostegno del risultato raggiunto è comunque possibile ricorrere all'impiego degli indumenti (calze/bracciali) compressivi. Le calze/i bracciali compressivi possono essere usati per la gestione, ad uno stadio iniziale, di pazienti con un linfedema agli arti superiori o inferiori di grado lieve e con modificazioni minime del tessuto sottocutaneo e minima distorsione della forma. In presenza di un edema molle (pitting edema) di estesa entità, l'applicazione di calze/bracciali compressivi sarà possibile solo dopo aver trattato il linfedema con un bendaggio multistrato per ridurre e stabilizzare il gonfiore.

Nella gestione dei sintomi in un contesto palliativo può rivelarsi utile anche l'applicazione di calze/bracciali a compressione minore.

Come ridurre al minimo il rischio di sviluppare un linfedema?

  • Avere buona cura di pelle e unghie
  • Seguire una dieta bilanciata
  • Mantenere un ottimo peso corporeo
  • Evitare biancheria, abbigliamento, orologi e gioielli stretti
  • Portare scarpe che sostengono, confortevoli
  • Praticare esercizi/fare movimento e tenere gli arti sollevati
  • Evitare lesioni a rischio
  • Evitare l'esposizione a temperature molto calde o molto fredde
  • Usare schermi solari ad alto fattore e repellente per insetti
  • Usare zanzariere nelle aree in cui la filariasi linfatica è endemica
  • Usare calze/bracciali compressivi se prescritti o raccomandati

Vantaggi della terapia compressiva

Gli indumenti compressivi come calze, collant, bracciali e guanti hanno un ruolo importante nella gestione del linfedema. Alleviano o diminuiscono il gonfiore, riducono le infezioni cutanee, migliorano il comfort del paziente e la qualità della vita.

Per scegliere il trattamento giusto per la propria condizione, parlare con il medico curante della gestione del linfedema con la terapia compressiva.

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